Innamorarsi è un duro lavoro

< Margot?

< Si?

< Posso una volta nella vita, una, chiamarti e non vederti buttare gli occhi al cielo?

< Credo di no… quando mi chiami così sona a morto … comunque dimmi.

< Nulla

< Ah ok passiamo dalla scassapalle al passivo aggressivo. Hai fatto strada nel cammino delle patologie…

{…}

< Perchè stai zitta

< Perché parlare costa fatica

< Eh… ti garbano quelli che ti dicono brava e ti danno sempre ragione eh?

< Ohi non ti allargare non è così rosea la situazione.

< Vabbè ma mi hai chiamato per lamentarti?

< No per una riflessione che mi gira dentro da qualche tempo.

< Ah ok quelle cose che ti appunti sull’ agenda la notte e al mattino non ci rileggi.

< Esatto. Una notte, in campeggio.

< Grande luogo di ispirazione.

< Beh si se dormi in una tenda a picco sul mare si.

< Affondata. E questo mare, dopo tanti anni che non lo incontravi come si deve, cosa aveva di così tanto importante da dirti?

< Da dirmi niente. Il mare ha solo da insegnarmi.

< Cioè?

< Il mare non ha niente per me, sono io che guardandolo mi ascolto, mi sento di più. Osservare il mare è un atto di pura bellezza. Non c’è altro da fare se non abbandonarsi a quella bellezza e sentirsi un pò parte del tutto.

Perché se apprezzi ciò che è bello sei complice della meraviglia stessa, ne fai parte.

Ci sono milioni di persone che non lo sanno guardare il mare, lo so per esperienza. Che lasciano in mano alla fretta di vivere la propria vita, e i giorni diventano somme di giorni che attendono altri giorni, come a una catena di montaggio di memoria Chapliniana dove con una mano fai e con l’altra osservi ciò che arriva senza spostare lo sguardo più in la altrimenti perdi il ritmo.

< Philosophy for dummies?

< Vaffanculo!

< Quindi?

< Quindi che si può ragionare con una come te?

< Oh anche meno eh … gnamo se t’hai voglia dimmi sennò torna in tenda a scrivere …. {…}

< Ma ti interessa?

< Si come le esternazioni della destra al governo…

< Vaffanculo!

< E due … Dai!? Son qui, mi interessa si. E poi lo so che è stata un’estate infinita con il tuo 102.

< Prendi prendi per il culo. Ma la felicità fa girare il cazzo agli infelici.

< Premesso che non ti prendo per il culo asserisco anche che la tua felicità è sacra. E ora sono seria. E da rispettare. E ora sono nuovamente seria.

< E da proteggere.

< Si e tu sai farlo, quindi non dimenticartene. Io c’ero e ci sono stata durante tutto quel prima dove la felicità era una parola affidata a un futuro inesistente. Nessuno poteva spostarti da ciò che avevi deciso perché chi ti conosce sa che fino a che non sei sicura di aver lottato e perso non lasci le situazioni, anche quando le conseguenze poi diventano pesanti e durature. E non guardarmi con quegli occhi lucidi. Lo dico per le tue relazioni, lo dico per il lavoro, sei tenace e hai una grande resistenza ma questo non è sempre un vantaggio.

< Non so essere diversa anche se ci ho provato. Ho provato a mollare tante volte.

< Non devi esserlo, la vita ti ha dato la possibilità di capire la lezione. “Questa vita è come un giorno sui banchi di scuola” diceva il tuo amato maestro Bach.

< Si, lo penso spesso e ci penso spesso al suo messaggio.

< Devi farlo, è arrivato nella tua vita per sostenerti.

< E lo fa.

< Quindi? Facciamo un salto al mare o mi racconti cosa quella notte in tenda da sola ti ha ispirato?

< Non ero sola. Proprio per questo mi sono ispirata.

< Racconta.

< Mi sono svegliata durante la notte con una luna bellissima e il rumore del mare nel silenzio assurdo della scogliera dove eravamo finiti per un campeggio a cui, fortunatamente, mancavano le piazzole. La luce della luna da sempre mi accompagna, lo sai, è attraverso quella luce che ho imparato a vedere davvero.

< Vai avanti…

< Accanto a me un sogno. Non saprei descriverlo in maniera diversa. Il mio sogno. Mentre la luna illumina la sua schiena abbronzata che non posso fare a meno di accarezzare con una mano mentre con l’altra scrivo, i pensieri si spostano un pò più in la.

Mi sono promessa e ripromessa di non vivere ciò che ho specchiandolo nel passato, voglio stare nel presente con un passo appena accennato, da brava capricorno, verso il futuro. Senza perdermi.

< Perchè mi guardi così Elena?

< Perchè quando parlo di me non penso al passato ma il peso lo sento tutto, non posso esimermi da questo.

< Scrivi. E’ l’unico modo che hai da sempre per alleggerire il tuo cuore. Scrivi cosa pensi, senti, credi.

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< Innamorarsi è un duro lavoro.

< Ecco… Brava.

< A volte faticoso. A tratti impossibile.

C’è chi molla, esausto per il tempo da dover dedicare ad un sentimento che arriva per spostarci dal nostro centro e riposizionarci, a volte arriva per spazzare via idee e convinzioni appartenenti al passato e non più valide, a volte soltanto perchè la lezione è amare. Una delle più difficili da apprendere.

È un duro lavoro. Richiede coraggio.

È necessario fidarsi, togliersi di dosso i pesi dei fallimenti precedenti, delle bugie che ci hanno raccontato, dei tradimenti fatti e subiti, degli abbandoni di chi ci ha mollato in un angolo e non è tornato mai.

E’ un duro lavoro. Mai part time. A volte a tempo determinato, senza periodo di prova.

A tratti è pesante come un macigno l’amore, se ti porti dietro tutto quello che non è andato, che hai mollato, che ti ha mollata. Bisogna fermamente desiderare di stare nella leggerezza del sentimento senza appesantirlo con un passato che invece di insegnare a volte semplicemente lo affossa.

Innamorarsi è un duro lavoro. Devi alzarti al mattino e tenere lontani dubbi e titubanze. Devi imparare a sorridere senza aver paura possa finire. Devi credere fermamente che ci sia un domani anche se tutto quello in cui hai creduto prima è crollato.

Devi ricominciare a ridere. Di cuore. Di gusto.

Devi fare l’amore e trovare il tempo per le carezze, per le parole, per i silenzi.

Devi svegliarti all’alba e augurarti di trovare quegli occhi che ti fissano, quel sorriso che ti sveglia con il caffè, come piace a te.

Devi accettare di meritare quello che arriva. Ogni giorno.

Accettare che qualcuno ti ama e non si limita, ti ama e non ti nasconde, ti ama e non ti sminuisce. Una fatica da straordinari notturni!

E’ faticoso si, un duro lavoro.

Fallo solo con chi lo rende semplice e naturale senza fatica e forzature.

Tutto il resto è lavoro mal retribuito e tempo perso a far quadrare cerchi.

Devi stare negli sguardi che ti emozionano. Nei baci che ti avvolgono. Nelle discussioni che ti stimolano.

Devi perderti e vacillare, mantenendo la capacità di immaginare, di prevedere, di sognare. Da sola e con qualcuno. Affidarti e fidarti di quello che la vita ti mostra.

E viverla.

Allora tutti quei no che hai detto dentro e fuori di te sino ad oggi, quei confini che non hai aperto a nessuno, quei silenzi che non hanno trovato risposte, magicamente svaniranno.

Arriverà chi lungo i tuoi confini si siederà, aprirà la borsa frigo, preparerà un gin tonic e ti aspetterà sorridendo come se non avesse altro da fare.

Come se non avesse mai voluto fare altro.

Qualcuno che c’è. E’ presente prima di tutto a se stesso e poi a te, e quando ti vede un pò troppo giù ti chiede se hai un pomeriggio libero e ti porta nel luogo che ami di più in assoluto, il mare, al tramonto.

Dicono sia una fortuna io credo sia una ricerca. Continua, senza mai accontentarsi.

Innamorarsi è un duro lavoro. Non ci sono orari da rispettare, cartellini da marcare, devi impegnarti regolarmente a volte con straordinari e pochi permessi retribuiti. Ma nessuno può vivere senza questo lavoro, senza puoi solo sopravvivere e accontentarti.

Buona estate infinita

102+…

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