versione aggiornata al Settembre 2025

Amo me stessa quando i ricci dopo la doccia escono perfetti.

Mi piace sentire il sapore del caffè amaro in bocca a tutte le ore del giorno, la pioggia quando scende copiosa ed educata nelle giornate di fine inverno, il profumo di erba e terra quando mi stendo su un prato a pancia in giù, l’odore del sottobosco e le fronde degli alberi sopra di me.

Mi piacciono i pan au chocolat fatti bene, quelli con la stecchettina di cioccolata dentro e l’impasto burroso, le gallettes bretoni, i formaggi di capra puzzolenti e lo chablis. Adoro i giri in battello sulla Senna e quello scambio di baci che non manca mai sulle rive dei grandi fiumi. Amo entrare al d’Orsay e aver bisogno ogni volta di andare a fare pipì in fretta per l’emozione.

Mi piace l’architettura di Frank Loyd Wright, Renzo Piano, Le Corbusier, i giovani pittori emergenti, la poesia, le parole come oggetto di desiderio, mi piace chiunque mi porti a nutrire il pensatore divergente che è in me e non rispetti il pensiero di massa.

Amo il mare ma solo quando è per pochi, camminare sul porticciolo della Marina Grande a Procida, la musica grunge, l’attacco di Yellow Letbetter, il calcio degli anni novanta, tutti i colori primari e gli abbinamenti complementari dei secondari.

Mi piacciono le libellule in provenza, i colori delle case a Saint Marie de la Mer, i tramonti in laguna, con i cavalli selvaggi, tori e fenicotteri, amo parlare francese con gli sconosciuti e guidare sulla costa il mio van rumoroso dormendo nelle aree di sosta fronte mare o negli alberghi dell’autostrada.

Amo la caponata, mio babbo che mi tiene per mano in spiaggia chiacchierando di qualsiasi argomento ininterrottamente, i silenzi di mia mamma.

Mi piace Margot, con tutti i suoi contrasti e le sue pesantezze la trovo a tratti incredibile, ci sosteniamo tanto e nel tempo ho capito che se non la amo io non la amerà mai nessuno, perchè è selvaggia, testarda, visionaria e piena di passioni. Perchè ama la verità che non piace a tutti. Colpa del suo Saturno nel segno e del vizio di guardare negli occhi le persone. C’è chi si è innamorato, chi è scappato, chi si è innamorato e scappato. Chi sta per scappare. Allora devo amarla io, almeno io.

Amo sedermi al telaio e cucire i miei libri ma senza uno scopo finale, per il gusto di veder scorrere il filo sul telaio sino a smontare il volume completo e iniziare a maneggiarlo per renderlo un libro.

Mi piace Van Gogh, abbestia, incontrato ad una lezione svelta di arte delle medie, lo trovo eccitante, sindrome di Stendhal compresa, i viaggi in Olanda per incontrarlo, le pennellate dense e la sua calligrafia. La malinconia che ha dipinto e tutto quel colore in cui mi trascina ogni volta festeggiando la vita nonostante tutto, da vero maestro.

Mi piace il piumone e quel modo tutto mio di arrotolarmici dentro da quando dormo da sola. Con Rui sui piedi e i libri distesi sul lato destro del letto. Amo Edo che mi accende la luce in camera non curante del fatto che sto dormendo e si scusa con i baci, ed Ettore che mi porta il caffè a letto sapendo che nel nostro lessico famigliare questo gesto significa ‘amore’.

Amo un uomo pieno di contrasti, che fa di tutto per non farsi amare ma io lo trovo sempre, in ogni caso, meraviglioso nel suo modo contorto di tirarsi addosso la vita, amo come affronto la vita, in direzione ostinata e contraria. Il primo a stupirsi pare sia lui.

Mi piace il pianto romantico che solca le mie guance ogni volta che entro nella cappella Palatina, il traffico di Palermo, il tour delle gelaterie ma solo fatto con zio Gianni, gli anelletti al forno della zia e quella parte di storia mia che incontro ogni volta che arrivo a Punta Raisi.

Amo i miei gatti perchè mi insegnano l’amore incondizionato e il mio cane grande testimonial dell’amore bisognoso.

Amo i miei antenati che sto conoscendo forse solo adesso, amo mia nonna e ogni cosa mi ha trasmesso nel suo viaggio su questa terra assieme a me, quel modo di amare che nel mondo non ho più incontrato e forse non incontrerò mai più. Quell’amore modello “prima di farti del male mi butto ni foco mimma”, pensavo di averlo ritrovato invece no. Amo lei, il suo ricordo e il profumo del suo amore che ogni giorno mi circonda e mi fa sentire che è qui accanto a me nonostante tutto.

Amo il mio essere atea, mi piace credere in un dio che non esiste.

Mi piacciono i libri di Isabel Allende, l’amato Stefano Benni, Mencarelli, i saggi di Hillman, Jung, Naomi Klein, Fukuoka, non mi piacciono la Perrin e Gotto, i libri giapponesi dove trovi lezioni di vita scritte come un tema di terza media, amo Murakami perchè ha il potere di tirarmi su la gonna all’improvviso e sorprendermi, sul comodino ho la Pinkola Estes, Terzani, Simone de Beauvoir e Proust così se mi dimentico che donna sono la notte le loro parole mi entrano come flebo nel sangue e mi rimettono in sesto.

Amo sognare il mio primo viaggio in Cile e dimenticarmi che alla fine non ci sono andata anche se nella mia mente è come se lo avessi fatto. Sogno di camminare per le strade di Punta Arenas sulle rive dello stretto di Magellano, in silenzio e senza telefono, piangendo. Non mi chiedete perchè ma so che sarà così. Accadrà.

Mi piacciono gli stendini per i panni, ne comprerei uno al mese. Non amo stendere i panni e ovviamente nemmeno stirare. Ma gli stendini si.

Amo scrivere.

Mi piace fare l’amore.

Amo leggere.

Mi piace il senso di comunione fra le anime che leggere e scrivere portano con sè. E anche fare l’amore, per me.

Amo me stessa quando riesco a dormire il numero di ore necessario a far sparire le occhiaie. Le “mie donne”, le strane streghe, il viaggio che facciamo insieme ogni giorno e tutti i panorami della vita che osserviamo insieme, abbracciate.

Mi piace Honeysuckle dei fiori di bach perchè mi porta dove mi sento meglio ma con equilibrio, nel passato, per goderne senza subirlo.

Amo mia sorella perchè è la parte più bella di me. I miei nipoti e il karaoke, ma solo fatto con loro.

Mi piace scegliere le parole con cui amare le persone, amo scrivergli di notte, far si che al mattino si svegli con le mie parole come baci del mattino prima del caffè.

Amo gli InciPit, li amo così tanto che sono diventati parte del mio lavoro. Amo così tanto le parole che a volte non riesco a trovarle e vago nel buio del mio tirabozze emotivo in cerca di caratteri per comporre la forma e stampare i miei sentimenti su carta. Non sempre riesco. E’ il destino dei sensibili non stare al passo con le performance.

Amo le mie amiche, quelle che amo da sempre e quelle che si aggiungono nel mio cerchio di vita, amo Natalia anche se mi ero dimenticata quanto.

Mi piacciono i miei tatuaggi perchè hanno una storia d’amore dentro. Amo Rebecca Dautremer, le filastrocche di Gianni Rodari che ricordo a memoria, le risate di pancia fatte con Leo, il mio fratellino, le domeniche quando venivano da noi a desinare.

Amo il gin tonic e le penne stilografiche commerciali, il lampredotto e i quaderni di cancelleria vintage. Le cartelle e il profumo del mio astuccio delle elementari. I pennini della staedler 005. Ah, il lampredotto completo, salsa verde piccante.

Mi piace la pizza, ma la pizza non tutte le menate attorno alla pizza.

Amo il mare e chi mi ci porta chiunque esso sia. Se non lo amo inizio ad amarlo in quel momento. La montagna ma solo per disegnare acquerelli e mangiare piatti invernali anche d’estate.

Mi piacciono follemente tutti i miei lavori, amo la mia stanchezza perchè è fatta di vita e del bisogno di elaborarla. Bibliotecaria, Floriterapeuta, (=) Biblioterapeuta. Sono tre lavori a tratti solo uno, un unico grande amore e io che me ne prendo cura.

Amo il mio lago, perchè mi porta dentro di me senza sconfinare mai, ospita sulle sue rive sud una donna che la vita mi ha donato senza la quale avrei vissuto molta meraviglia in meno nella mia vita, la meraviglia dell’amicizia incondizionata che è tanto più ganza dell’amore incondizionato. E puoi scopare extra, se ti servisse.

Amo le macchine da scrivere vintage e il mio pusher delle macchine da scrivere olivetti.

Mi piacciono i tarocchi, l’imperatrice e la stella, arcani vicini al mio modo di vivere di oggi. Amo stendere le carte ed entrare in un mondo che tocco soltanto così, raccontare storie e suggestioni che la stesa porta con sè.

Amo il Matto. Anche se lui non lo vuole capire e non si fida del mio amore.

Amo chiedere alle persone data e ora di nascita per conoscere segno e ascendente, per capire chi ho davanti e poi fregarmene e vivere l’esperienza.

Amo tutte le persone del segno della Vergine di questo sono sicura. E’ una delle mie perversioni.

Mi piace scrivere ma adesso smetto.

Vorrei tu mi scrivessi cosa ami senza pensarci tanto su. Come ho fatto io che avrò dimenticato milioni di cose ma ho spolverato un pò la mia stanza delle emozioni.

Se hai letto fino a qui wow!

Grazie! ah, dimenticavo! Amo sapere se hai sorriso pianto o ti sei annoiata nel leggermi.

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